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TUR RIVERS

 

TURISMO RURALE TRA I GRANDI FIUMI

 

Progetto di promozione del turismo rurale nel territorio del Comune di Vighizzolo in provincia di Padova

Vighizzolo e il suo territorio

Accoglienza

Il Progetto Tur Rivers

572

Lunghezza del fiume Adige in km

140

Lunghezza dei fiumi Fratta e Gorzone in km

111

Lunghezza del fiume Agno-Guà-Frassine-Canale di Santa Caterina

Il sistema fluviale di Vighizzolo

Il fiume Frassine è un canale di origine artificiale che, presso Borgo Frassine di Montagnana, accoglie le acque del Guà deviandole verso est. Segna per un tratto il confine con la provincia di Vicenza quindi, entrato nel territorio del comune di Este, giunge ai piedi dei Colli Euganei dove le sue acque sono incanalate nel canale Brancaglia.

 

Con questo nome prosegue per Vighizzolo d’Este, soprapassa il fiume Fratta-Gorzone – mediante il manufatto detto “delle Tre Canne” – descrive un’ampia curva verso levante e con un decorso sinuoso, tenendosi ad una certa distanza dal Gorzone, attraversa il territorio di Sant’Urbano, sfociando infine nel Gorzone, in località “I Livelli” presso Vescovana.

Vighizzolo

Il Gorzone è un canale artificiale della lunghezza di 70 km che attraversa le province di Padova e Venezia. Inizia come prosecuzione del fiume Fratta – che prende il nome di Gorzone dopo il Ponte delle Tre Canne di Vighizzolo d’Este – riceve le acque di vari scoli di bonifica della pianura vicentina, padovana e veneziana e di alcuni canali – tra cui il Canale Santa Caterina che tocca il comune di Stanghella – quindi confluisce nel Brenta nei pressi di Chioggia.

 

 La storia

 

I lavori di costruzione del Gorzone, iniziati nel 1557, terminarono nel 1572 e, il 21 aprile, si procedette al taglio ad Anguillara Veneta di un antico argine, denominato Argine vecchio del Gorzon, per consentire alle acque provenienti dal lago di Vighizzolo e, soprattutto, dall’antico lago della Griguola – che si estendeva nei territori di Pozzonovo, Stroppare e Stanghella – di defluire nell’Adriatico.

La Mappa del Retratto del Gorzone
Mappa del Retratto del Gorzone
Mappa del Retratto del Gorzon, 1500 circa, Museo Etnografico di Stanghella (PD)

 

Il termine retratto deriva dal verbo latino retrahere che nella frase “retrahere terram ab acqua” significa: “sottrarre la terra all’acqua”. Il retratto è, quindi un territorio da bonificare, e quello del Gorzon – che aveva una superficie di 36.800 campi padovani corrispondenti a circa 140 kmq – comprendeva quasi tutto il territorio estense, parte del monselicense antico fino all’Adige e il montagnanese (ad esclusione di Saletto, buona parte di Megliadino S. Fidenzio e di Santa Margherita).

 

La mappa fu realizzata dal perito Hercole Peretti su incarico della Serenissima Repubblica di Venezia. Durante il XVI sec., infatti, la Repubblica di Venezia avvertiva la necessità di bonificare le zone paludose che occupavano gran parte dell’entroterra per poter così sfruttare economicamente i terreni e nel 1545 il Senato Veneto nominò a questo scopo tre provveditori ai beni inculti, che vennero incaricati del ripristino delle terre improduttive.

 

Prima del XVI sec il territorio della Bassa Padovana era, quindi, caratterizzato da ampie zone paludose che servivano talvolta come bacini di scolmo dei corsi d’acqua in tempi di piena. La grande opera di bonifica voluta dai Veneziani condusse al radicale cambiamento dell’assetto territoriale.

L’argine vecchio del Gorzon costituiva un ostacolo al deflusso delle acque che tendevano pertanto a ristagnare formando la grande palude della Griguola e le altre vicine. Quelle acque furono fatte defluire grazie all’incisione del dosso dell’argine da cui prese il nome l’intero canale terminato di costruire nel 1558, il Gorzone.

 

Proseguendo con lo scavo del canale si rese necessario farlo passare al di sotto dell’alveo pensile del fiume Santa Caterina attraverso un ponte a tre fori da cui il nome della località Tre Canne a sud di Vighizzolo. Al termine dei lavori il Gorzone aveva collegato il Fratta al fiume Brenta nel quale si immette anche oggi nel suo percorso verso l’Adriatico.

 

La carta rappresenta la fase ancora iniziale dell’ambizioso progetto di bonifica che avrebbe delineato l’attuale rete idrica e in essa spiccano ancora le formazioni paludose di cui le maggiori sono il Lago di Vighizzolo e il Lago della Griguola.